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DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2000, n.254
"Disposizioni correttive ed integrative del
decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, per il potenziamento delle strutture
per l’attivita' libero-professionale dei dirigenti sanitari."
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INDICE
Art. 1. -
Strutture per l’attivita' libero-professionale *
Art. 2. -
Personale di supporto per l’attivita' libero-professionale *
Art. 3. - Studi privati *
Art. 4. - Prestazioni sanitarie *
Art. 5. - Collegio di direzione e
Comitato di dipartimento *
Art. 6. - Personale a rapporto
convenzionale *
Art. 7. - Accordi contrattuali tra
le strutture sanitarie militari e il Servizio sanitario nazionale *
Art. 8. - Correttivi in senso
stretto *
NOTE *
Gazzetta Ufficiale n. 213 del
12-09-2000
DECRETO
LEGISLATIVO 28 luglio 2000, n.254
"Disposizioni correttive ed
integrative del decreto legislativo 19 giugno1999, n. 229, per il potenziamento
delle strutture per l’attivita' libero-professionale dei dirigenti
sanitari."
IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;
Visto l'articolo 14 della legge 23
agosto 1988, n. 400;
Vista la legge 30 novembre 1998,
n. 419;
Visto il decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, come modificato ed integrato da ultimo dal decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e successive modificazioni;
Visto l'articolo 10, comma 2,
della legge 13 maggio 1999, n. 133, recante disposizioni in materia di
perequazione, razionalizzazione e federalismo fiscale, in base al quale, entro
un anno dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo attuativo della
legge n.419, del 1998 e nel rispetto delle procedure, dei principi e dei criteri
direttivi da essa stabiliti, con uno o piu' decreti legislativi possono
emanarsi disposizioni correttive ed integrative;
Vista la preliminare deliberazione
del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 21 giugno 2000;
Sentite le organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative;
Visto il parere della conferenza
unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Acquisito il parere delle
commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 luglio 2000;
Sulla proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri e del Ministro della sanita', di concerto con i Ministri
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, delle finanze, dell’universita'
e della ricerca scientifica e tecnologica, per la funzione pubblica, per gli
affari regionali e della difesa;
-
E m a n a
-
il seguente decreto legislativo:
Art. 1. - Strutture per l’attivita'
libero-professionale
1. Nel decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, dopo l'articolo 15-undecies,
sono aggiunti i seguenti articoli:
"Art. 15-duodecies -
(Strutture per l’attivita'
libero-professionale).
-
Le regioni provvedono, entro il 31
dicembre 2000, alla definizione di un programma di realizzazione di strutture
sanitarie per l’attivita' libero-professionale intramuraria.
-
Il Ministro della sanita',
d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, determina, nel limite complessivo di
lire 1.800 miliardi, l'ammontare dei fondi di cui all'articolo 20 della
richiamata legge n. 67 del 1988, utilizzabili in ciascuna regione per gli
interventi di cui al comma 1.
-
Fermo restando l'articolo 72,
comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, in caso di ritardo
ingiustificato rispetto agli adempimenti fissati dalle regioni per la
realizzazione delle nuove strutture e la acquisizione delle nuove attrezzature e
di quanto necessario al loro funzionamento, la regione vi provvede tramite
commissari ad acta".
"Art. 15-terdecies -
(Denominazioni)
1. I dirigenti del ruolo sanitario
assumono, ferme le disposizioni di cui all'articolo 15 e seguenti del decreto
legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, nonche' le disposizioni
dei contratti collettivi nazionali di lavoro, le seguenti denominazioni, in
relazione alla categoria professionale di appartenenza, all’attivita' svolta
e alla struttura di appartenenza:
a) responsabile di struttura
complessa: Direttore;
b) dirigente responsabile di
struttura semplice: responsabile".
"Art. 15-quattordecies -
(Osservatorio per l’attivita'
libero-professionale)
1. Con decreto del Ministro della sanita', da adottarsi entro il 10 ottobre 2000, d'intesa con la conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, nel
rispetto di quanto disposto dall'articolo 19-quater, e' organizzato presso il
Ministero della sanita' l'Osservatorio per l’attivita' libero professionale
con il compito di acquisire per il tramite delle regioni gli elementi di
valutazione ed elaborare, in collaborazione con le regioni, proposte per la
predisposizione della relazione da trasmettersi con cadenza annuale al
Parlamento su:
-
la
riduzione delle liste di attesa in relazione all'attivazione dell’attivita'
libero professionale;
-
le
disposizioni regionali, contrattuali e aziendali di attuazione degli istituti
normativi concernenti l’attivita' libero professionale intramuraria;
-
lo
stato di attivazione e realizzazione delle strutture e degli spazi destinati all’attivita'
libero professionale intramuraria;
-
il
rapporto fra attivita' istituzionale e attivita' libero professionale;
-
l'ammontare
dei proventi per attivita' libero professionale, della partecipazione
regionale, della quota a favore dell'azienda;
-
le
iniziative ed i correttivi necessari per eliminare le disfunzioni ed assicurare
il corretto equilibrio fra attivita' istituzionale e libero
professionale".
Art. 2. - Personale di supporto
per l’attivita' libero-professionale
1. All'articolo 15-septies del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come introdotto dall'articolo 13
del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, dopo il comma 5 e' aggiunto, in
fine, il seguente:
"5-bis. Per soddisfare le
esigenze connesse all'espletamento dell’attivita' libero professionale deve
essere utilizzato il personale dipendente del servizio sanitario nazionale. Solo
in caso di oggettiva e accertata impossibilita' di far fronte con il personale
dipendente alle esigenze connesse all'attivazione delle strutture e degli spazi
per l’attivita' libero professionale, le aziende sanitarie possono acquisire
personale, non dirigente, del ruolo sanitario e personale amministrativo di
collaborazione, tramite contratti di diritto privato a tempo determinato anche
con societa' cooperative di servizi. Per specifici progetti finalizzati ad
assicurare l'attivita' libero professionale, le aziende sanitarie possono, altresi, assumere il personale medico necessario, con contratti di diritto
privato a tempo determinato o a rapporto professionale. Gli oneri relativi al
personale di cui al presente comma sono a totale carico della gestione di cui
all'articolo 3, comma 6, della legge 23 dicembre 1994, n. 724. La validita' dei
contratti e' subordinata, a pena di nullita', all'effettiva sussistenza delle
risorse al momento della loro stipulazione. Il direttore generale provvede ad
effettuare riscontri trimestrali al fine di evitare che la contabilita'
separata presenti disavanzi. Il personale assunto con rapporto a tempo
determinato o a rapporto professionale e' assoggettato al rapporto esclusivo,
salvo espressa deroga da parte dell'azienda, sempre che il rapporto di lavoro
non abbia durata superiore a sei mesi e cessi comunque a tale scadenza. La
deroga puo' essere concessa una sola volta anche in caso di nuovo rapporto di
lavoro con altra azienda".
Art. 3. - Studi privati
1. All'articolo 15-quinquies, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, introdotto dall'articolo 13 del
decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, il comma 10 e' sostituito dal
seguente:
"10. Fermo restando, per
l'attivita' libero professionale in regime di ricovero, quanto disposto
dall'articolo 72, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e' consentita,
in caso di carenza di strutture e spazi idonei alle necessita' connesse allo
svolgimento delle attivita' libero-professionali in regime ambulatoriale,
limitatamente alle medesime attivita' e fino al 31 luglio 2003, l'utilizzazione
del proprio studio professionale con le modalita' previste dall'atto di
indirizzo e coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 27 marzo 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale n.
121, del 26 maggio 2000, fermo restando per l'azienda sanitaria la possibilita'
di vietare l'uso dello studio nel caso di possibile conflitto di interessi. Le
regioni possono disciplinare in modo piu' restrittivo la materia in relazione
alle esigenze locali".
Art. 4. - Prestazioni sanitarie
1. All'articolo 15-quinquies,
comma 2, lettera d), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come
introdotto dall'articolo 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, dopo
le parole: "alle previsioni dei contratti collettivi nazionali di
lavoro." e' aggiunto il seguente periodo: "L'azienda disciplina i casi
in cui l'assistito puo' chiedere all'azienda medesima che la prestazione
sanitaria sia resa direttamente dal dirigente scelto dall'assistito ed erogata
al domicilio dell'assistito medesimo, in relazione alle particolari prestazioni
sanitarie richieste o al carattere occasionale o straordinario delle prestazioni
stesse o al rapporto fiduciario gia' esistente fra il medico e l'assistito con
riferimento all’attivita' libero professionale intramuraria gia' svolta
individualmente o in e'quipe nell'ambito dell'azienda, fuori dell'orario di
lavoro.".
Art. 5. - Collegio di direzione
e Comitato di dipartimento
1. All'articolo 17 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come introdotto dall'articolo 15 del
decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, dopo il comma 2 aggiunto, in fine,
il seguente:
"2-bis. Fino all'entrata in
vigore della disciplina regionale sull’attivita' e la composizione del
Collegio di direzione e del Comitato di dipartimento, i predetti organi operano
nella composizione e secondo le modalita' stabilite da ciascuna azienda
sanitaria, fermo restando per il Collegio di direzione la presenza dei membri di
diritto".
Art. 6. - Personale a rapporto
convenzionale
1. All'articolo 8, comma 1, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall'articolo 8
del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, dopo il primo periodo e'
inserito il seguente: "La rappresentativita' delle organizzazioni
sindacali e' basata sulla consistenza associativa.".
2. All'articolo 8, comma 1, la
lettera h) e' sostituita dalla seguente:
"h) disciplinare l'accesso
alle funzioni di medico di medicina generale del servizio sanitario nazionale
secondo parametri definiti nell'ambito degli accordi regionali, in modo che
l'accesso medesimo sia consentito ai medici forniti dell'attestato o del diploma
di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 o titolo
equipollente prevedendo altresi che la graduatoria annuale evidenzi i medici
forniti dell'attestato o del diploma, al fine di riservare loro una percentuale
prevalente di posti in sede di copertura delle zone carenti ferma restando
l'attribuzione agli stessi di un adeguato punteggio, che tenga conto anche dello
specifico impegno richiesto per il conseguimento dell'attestato;".
3. All'articolo 8, comma 1,
lettera i), prima delle parole "al fine di prevenire" e' inserita la
seguente: "anche".
4. All'articolo 8, dopo il comma
2, sono inseriti i seguenti:
"2-bis. Con atto di indirizzo
e coordinamento, emanato ai sensi dell'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n.
59, sono individuati i criteri per la valutazione:
a) del servizio prestato in regime
convenzionale dagli specialisti ambulatoriali medici e delle altre professionalita' sanitarie, al fine dell'attribuzione del trattamento giuridico
ed economico ai soggetti inquadrati in ruolo ai sensi dell'articolo 34 della
legge 27 dicembre 1997, n. 449;
b) per lo stesso fine, del
servizio prestato in regime convenzionale dai medici della guardia medica, della
emergenza territoriale e della medicina dei servizi nel caso le regioni abbiano
proceduto o procedano ad instaurare il rapporto di impiego ai sensi del comma
1-bis del presente articolo sia nel testo modificato dal decreto legislativo 7
dicembre 1993, n. 517, sia nel testo introdotto dal decreto legislativo 19
giugno 1999, n. 229; a tali medici e' data facolta' di optare per il
mantenimento della posizione assicurativa gia' costituita presso l'Ente
nazionale previdenza ed assistenza medici (ENPAM); tale opzione deve essere
esercitata al momento dell'inquadramento in ruolo. Il servizio di cui al
presente comma e' valutato con riferimento all'orario settimanale svolto
rapportato a quello dei medici e delle altre professionalita' sanitarie
dipendenti dalla azienda sanitaria.
2-ter. Con decreto del Ministro
della sanita' e' istituita, senza oneri a carico dello Stato, una commissione
composta da rappresentanti dei Ministeri della sanita', del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica e del lavoro e della previdenza sociale e da
rappresentanti regionali designati dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine
di individuare modalita' idonee ad assicurare che l'estensione al personale a
rapporto convenzionale, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, come modificato dal decreto legislativo 19 giugno 1999,
n. 229, dei limiti di eta' previsti dal comma 1 dell'articolo 15-nonies dello
stesso decreto avvenga senza oneri per il personale medesimo. L'efficacia della
disposizione di cui all'articolo 15-nonies, comma 3, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, come introdotto dall'articolo 13 del decreto legislativo
19 giugno 1999, n. 229, e' sospesa fino alla attuazione dei provvedimenti
collegati alle determinazioni della Commissione di cui al presente comma.".
Art. 7. - Accordi contrattuali
tra le strutture sanitarie militari e il Servizio sanitario nazionale
1. All'articolo 8-quinquies del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, dopo il
comma 2 sono aggiunti i seguenti:
-
"2-bis. Con decreto del
Ministro della sanita' e del Ministro della difesa, ai fini di cui al comma
2-ter, sono individuate le categorie destinatarie e le tipologie delle
prestazioni erogate dalle strutture sanitarie militari.
-
2-ter. Con decreto del Ministro
della sanita' e del Ministro della difesa, d'intesa con la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, sono
individuate, nel rispetto delle indicazioni degli strumenti di programmazione
regionale e tenendo conto della localizzazione e della disponibilita' di
risorse delle altre strutture sanitarie pubbliche esistenti, le strutture
sanitarie militari accreditabili, nonche' le specifiche categorie destinatarie e
le prestazioni ai fini della stipula degli accordi contrattuali previsti dal
presente articolo. Gli accordi contrattuali sono stipulati tra le predette
strutture sanitarie militari e le regioni nel rispetto della reciproca
autonomia".
-
Art. 8. - Correttivi in senso
stretto
1. All'articolo 15 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
-
al
comma 5 l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente :"L'esito positivo
delle verifiche costituisce condizione per la conferma nell'incarico o per il
conferimento di altro incarico, professionale o gestionale, anche di maggior
rilievo.";
-
al
comma 7, primo periodo, sono aggiunte le seguenti parole :"ivi compresa la possibilita' di accesso con una specializzazione in disciplina affine.";
-
al
comma 8, nell'ultimo periodo, e' soppressa la parola "gia'";
-
al
comma 4, le parole: "possono essere attribuite" sono sostituite dalle
seguenti: "sono attribuite", e, dopo le parole: "di verifica e di
controllo, nonche', sono inserite le seguenti: "possono essere
attribuiti";
-
al
comma 5, dopo le parole "i risultati raggiunti" sono inserite le
seguenti: "livello di partecipazione, con esito positivo, ai programmi di
formazione continua di cui all'articolo 16-bis.".
-
2. All'articolo 15-ter del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
-
alla
fine del comma 1 e' aggiunto il seguente periodo: "Sono definiti
contrattualmente, nel rispetto dei parametri indicati dal contratto collettivo
nazionale per ciascun incarico, l'oggetto, gli obiettivi da conseguire, la
durata dell'incarico, salvo i casi di revoca, nonche' il corrispondente
trattamento economico.";
-
al
comma 3, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il dirigente non
confermato alla scadenza dell'incarico di direzione di struttura complessa e'
destinato ad altra funzione con il trattamento economico relativo alla funzione
di destinazione previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro;
contestualmente viene reso indisponibile un posto di organico del relativo
profilo.".
-
3. Al decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
-
all'articolo
16-quinquies, comma 1, primo periodo, le parole: "l'esercizio delle
funzioni dirigenziali di secondo livello" sono sostituite dalle seguenti:
"la direzione di strutture complesse" e, nel secondo periodo, le
parole: "In sede di prima applicazione" sono soppresse;
-
all'articolo
2, comma 2-septies, le parole: "del presente decreto, che modifica il
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni,"
sono sostituite dalle seguenti: "del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
3-bis, comma 4, terzo periodo, le parole: "del presente decreto, che
modifica il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni" sono sostituite dalle seguenti: "del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229,";
-
all'articolo
3-bis, comma 4, quarto periodo, le parole: "del presente decreto" sono
sostituite dalle seguenti: "del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
3-octies, comma 1, le parole "del presente decreto", sono sostituite
dalle seguenti: "del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229,";
-
all'articolo
4, comma 1-quater e comma 1-sexies, le parole :"del presente decreto, che
modifica il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni", sono sostituite dalle seguenti: "del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229,";
-
all'articolo
5, comma 5, le parole "del presente decreto, che modifica il decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni," sono
sostituite dalle seguenti: "del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
8, comma 1-bis, terzo e quarto periodo, le parole "del presente decreto,
che modifica il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni," sono sostituite dalle seguenti: "del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229,";
-
all'articolo
8-ter, comma 5, le parole "del presente decreto, che modifica il decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni," sono
sostituite dalle seguenti: "del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
8-quater, comma 3, le parole "del presente decreto, che modifica il decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni," sono
sostituite dalle seguenti :"del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
8-quinquies, comma 1, le parole "del presente decreto, che modifica il
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni,"
sono sostituite dalle seguenti: "del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
8-septies, comma 1, le parole: "del presente decreto, che modifica il
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni,"
sono sostituite dalle seguenti :"del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
8-octies, comma 3, le parole "del presente decreto, che modifica il decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni," sono
sostituite dalle seguenti :"del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
15, comma 8, secondo periodo, e comma 9, le parole: "del presente decreto,
che modifica il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni," sono sostituite dalle seguenti: "del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229,";
-
all'articolo
15-quater, commi 1 e 3, le parole: "del presente decreto, che modifica il
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni,"
sono sostituite dalle seguenti :"del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
16-ter, comma 1, le parole: "del presente decreto, che modifica il decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni," sono
sostituite dalle seguenti :"del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229,";
-
all'articolo
7-ter, comma 1, dopo la lettera f) e' aggiunta, in fine, la seguente : "f-bis
tutela della salute nelle attivita' sportive.".
Il presente decreto, munito del
sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. E'¨ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.
Dato
a Roma, addi 28 luglio 2000
- Ciampi
- Amato,
Presidente del Consiglio dei Ministri
- Veronesi,
Ministro della sanita'
- Visco,
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
- Del
Turco, Ministro delle finanze
- Zecchino,
Ministro dell’universita' e della ricerca scientifica e tecnologica
- Bassanini,
Ministro per la funzione pubblica
- Loiero,
Ministro per gli affari regionali
- Mattarella,
Ministro della difesa
Visto,
il Guardasigilli: Fassino
NOTE
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato
e' stato redatto ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del
Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note al titolo:
Per l'argomento del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229, vedasi nelle note alle premesse.
Note alle premesse:
- L'art. 76 della Costituzione e'
il seguente:
"Art. 76. L'esercizio della
funzione legislativa non puo' essere delegato al Governo se non con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e
per oggetti definiti.".
- L'art. 87 della Costituzione e'
il seguente:
"Art. 87. - Il Presidente
della Repubblica e' il Capo dello Stato e rappresenta l'unita' nazionale.
Puo' inviare messaggi alle
Camere.
Indice le elezioni delle nuove
Camere e ne fissa la prima riunione.
Autorizza la presentazione alle
Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
Promulga le leggi ed emana i
decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
Indice il referendum popolare nei
casi previsti dalla Costituzione.
Nomina, nei casi indicati dalla
legge, i funzionari dello Stato.
Accredita e riceve i
rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando
occorra, l'autorizzazione delle Camere.
Ha il comando delle Forze armate,
presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo
stato di guerra deliberato dalle Camere.
Presiede il Consiglio superiore
della magistratura.
Puo' concedere grazia e commutare
le pene.
Conferisce le onorificenze della
Repubblica".
Il testo dell’art. 14 della
legge 23 agosto 1988, n.400 (Disciplina dell’attivita' di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), e' il seguente:
"Art.
14-(Decreti legislativi) -1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi
dell’art. 76 della Costituzione sono emanati dal Presidente della Repubblica
con la denominazione di "decreto legislativo e con l'indicazione, nel
preambolo, della legge di delegazione, della deliberazione del Consiglio dei
Ministri e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla legge di
delegazione.
2.
L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire entro il termine fissato
dalla legge di delegazione; il testo del decreto legislativo adottato dal
Governo e' trasmesso al Presidente della Repubblica, per la emanazione, almeno
venti giorni prima della scadenza.
3.
Se la delega legislativa si riferisce ad una pluralita' di oggetti distinti
suscettibili di separata disciplina, il Governo puo' esercitarla mediante piu'
atti successivi per uno o piu' degli oggetti predetti. In relazione al termine
finale stabilito dalla legge di delegazione, il Governo informa periodicamente
le Camere sui criteri che segue nell'organizzazione dell'esercizio della delega.
4.
In ogni caso, qualora il termine previsto per l'esercizio della delega ecceda i
due anni, il Governo e' tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi
dei decreti delegati. Il parere e' espresso dalle commissioni permanenti delle
due Camere competenti per materia entro sessanta giorni, indicando
specificamente le eventuali disposizioni non ritenute corrispondenti alle
direttive della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni successivi,
esaminato il parere, ritrasmette, con le sue osservazioni e con eventuali
modificazioni, i testi alle commissioni per il parere definitivo che deve essere
espresso entro trenta giorni".
-
La legge 30 novembre 1998, n. 419, concerne "Delega al Governo per la
razionalizzazione del servizio sanitario nazionale e per l'adozione di un testo
unico in materia di organizzazione e funzionamento del servizio sanitario
nazionale. Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502".
-
Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, concerne "Riordino della
disciplina in materia sanitaria, a norma dell'art. 1 della legge 23 ottobre
1992, n. 421".
-
Il decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, concerne "Norme per la
razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'art. 1 della
legge 30 novembre 1998, n. 419".
-
Il testo dell'art. 10, comma 2, della legge 13 maggio 1999, n. 133 (Disposizioni
in materia di perequazione, razionalizzazione e federalismo fiscale), e' il
seguente:
"2.
L'attuazione del comma 1 non deve comportare oneri aggiuntivi per il bilancio
dello Stato e per i bilanci del complesso delle regioni a statuto ordinario,
deve essere coordinata con gli obiettivi di finanza pubblica relativi al patto
di stabilita' interno di cui alla legge 23 dicembre 1998, n. 448, e deve essere
coerente con i principi e i criteri direttivi di cui alla legge 30 novembre
1998, n. 419. Anche al fine del coordinamento con i predetti obiettivi, principi
e criteri, entro un anno dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi
attuativi della citata legge n. 419 del 1998, e nel rispetto delle procedure,
dei principi e criteri direttivi stabiliti dalla medesima legge n. 419 del
1998, con uno o piu' decreti legislativi possono essere emanate disposizioni
correttive e integrative".
-
Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, concerne "Definizione ed
ampliamento delle attribuzioni della conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione,
per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e
dei comuni, con la conferenza Stato-citta' ed autonomie locali".
Note
all'art. 1:
-
L'art. 20, della legge 11 marzo 1988, n. 67 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 1988), e' il
seguente:
"Art.
20 - 1. E' autorizzata l'esecuzione di un programma pluriennale di interventi in
materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del
patrimonio sanitario pubblico e di realizzazione di residenze per anziani e
soggetti non autosufficienti per l'importo complessivo di L. 30.000 miliardi. Al
finanziamento degli interventi si provvede mediante operazioni di mutuo che le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sono autorizzate ad
effettuare, nel limite del 95 per cento della spesa ammissibile risultante dal
progetto, con la BEI, con la Cassa depositi e prestiti e con gli istituti e
aziende di credito all'uopo abilitati, secondo modalita' e procedure da
stabilirsi con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro
della sanita'.
2.
Il Ministro della sanita', sentito il Consiglio sanitario nazionale ed un nucleo
di valutazione costituito da tecnici di economia sanitaria, edilizia e
tecnologia ospedaliera e di funzioni medico-sanitarie, da istituire con proprio
decreto, definisce con altro proprio decreto, entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, i criteri generali per la programmazione
degli interventi che debbono essere finalizzati ai seguenti obiettivi di
massima:
a)
riequilibrio territoriale delle strutture, al fine di garantire una idonea
capacita' di posti letto anche in quelle regioni del Mezzogiorno dove le
strutture non sono in grado di soddisfare le domande di ricovero;
b)
sostituzione del 20 per cento dei posti letto a piu' elevato degrado
strutturale;
c)
ristrutturazione del 30 per cento dei posti letto che presentano carenze
strutturali e funzionali suscettibili di integrale recupero con adeguate misure
di riadattamento;
d)
conservazione in efficienza del restante 50 per cento dei posti letto, la cui funzionalita' e' ritenuta sufficiente;
e)
completamento della rete dei presidi poliambulatoriali extraospedalieri ed
ospedalieri diurni con contemporaneo intervento su quelli ubicati in sede
ospedaliera secondo le specificazioni di cui alle lettere a), b), c);
f)
realizzazione di 140.000 posti in strutture residenziali, per anziani che non
possono essere assistiti a domicilio e nelle strutture di cui alla lettera e) e
che richiedono trattamenti continui. Tali strutture, di dimensioni adeguate
all'ambiente secondo standards che saranno emanati a norma dell'art. 5 della
legge 23 dicembre 1978, n. 833, devono essere integrate con i servizi sanitari e
sociali di distretto e con istituzioni di ricovero e cura in grado di provvedere
al riequilibrio di condizioni deteriorate. Dette strutture, sulla base di
standards dimensionali, possono essere ricavate anche presso aree e spazi resi
disponibili dalla riduzione di posti-letto ospedalieri;
g)
adeguamento alle norme di sicurezza degli impianti delle strutture sanitarie;
h)
potenziamento delle strutture preposte alla prevenzione con particolare
riferimento ai laboratori di igiene e profilassi e ai presidi multizonali di
prevenzione, agli istituti zooprofilattici sperimentali ed alle strutture di
sanita' pubblica veterinaria;
i)
conservazione all'uso pubblico dei beni distesi, il cui utilizzo e' stabilito da
ciascuna regione o provincia autonoma con propria determinazione.
3.
Il secondo decreto di cui al comma 2 definisce modalita' di coordinamento in
relazione agli interventi nel medesimo settore dell'edilizia sanitaria
effettuati dall'agenzia per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, dal
Ministero dei lavori pubblici, dalle universita' nell'ambito dell'edilizia
universitaria ospedaliera e da altre pubbliche amministrazioni, anche a valere
sulle risorse del fondo investimenti e occupazione (FIO).
4.
Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano predispongono, entro
quattro mesi dalla pubblicazione del decreto di cui al comma 3, il programma
degli interventi di cui chiedono il finanziamento con la specificazione dei
progetti da realizzare. Sulla base dei programmi regionali o provinciali, il
Ministro della sanita' predispone il programma nazionale che viene sottoposto
all'approvazione del CIPE.
5.
Entro sessanta giorni dal termine di cui al comma 2, il CIPE determina le quote
di mutuo che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono
contrarre nei diversi esercizi. Entro sessanta giorni dalla scadenza dei termini
di cui al comma 4 il CIPE approva il programma nazionale di cui al comma
medesimo. Per il triennio 1988-1990 il limite massimo complessivo dei mutui
resta determinato in L. 10.000 miliardi, in ragione di L. 3.000 miliardi per
l'anno 1988 e L. 3.500 miliardi per ciascuno degli anni 1989 e 1990. Le stesse
regioni e province autonome di Trento e di Bolzano presentano in successione
temporale i progetti suscettibili di immediata realizzazione. I progetti sono
sottoposti al vaglio di conformita' del Ministero della sanita', per quanto
concerne gli aspetti tecnico-sanitari e in coerenza con il programma nazionale,
e all'approvazione del CIPE che decide, sentito il nucleo di valutazione per gli
investimenti pubblici.
5-bis.
Dalla data del 30 novembre 1993, i progetti attuativi del programma di cui al
comma 5, con la sola esclusione di quelli gia' approvati dal CIPE e di quelli gia' esaminati con esito positivo dal nucleo di valutazione per gli
investimenti pubblici alla data del 30 giugno 1993, per i quali il CIPE
autorizza il finanziamento, e di quelli presentati dagli enti di cui all'art. 4,
comma 15, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, sono approvati dai competenti
organi regionali, i quali accertano che la progettazione esecutiva, ivi compresa
quella delle universita' degli studi con policlinici a gestione diretta nonche'
degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di loro competenza
territoriale, sia completa di tutti gli elaborati tecnici idonei a definire
nella sua completezza tutti gli elementi ed i particolari costruttivi necessari
per l'esecuzione dell'opera; essi accertano altresi la conformita' dei
progetti esecutivi agli studi di fattibilita' approvati dal Ministero della
sanita'.
Inoltre,
al fine di evitare sovrapposizioni di interventi, i competenti organi regionali
verificano la coerenza con l'attuale programmazione sanitaria. Le regioni, le
province autonome e gli enti di cui all'art. 4, comma 15, della legge 30
dicembre 1991, n. 412, presentano al CIPE, in successione temporale, istanza per
il finanziamento dei progetti, corredata dai provvedimenti della loro avvenuta
approvazione, da un programma temporale di realizzazione, dalla dichiarazione
che essi sono redatti nel rispetto delle normative nazionali e regionali sugli
standards ammissibili e sulla capacita' di offerta necessaria e che sono dotati
di copertura per l'intero progetto o per parti funzionali dello stesso.
6.
L'onere di ammortamento dei mutui e' assunto a carico del bilancio dello Stato
ed e' iscritto nello stato di previsione del Ministero del tesoro, in ragione di
L.330 miliardi per l'anno 1989 e di L. 715 miliardi per l'anno 1990.
7.
Il limite di eta' per l'accesso ai concorsi banditi dal servizio sanitario
nazionale e' elevato, per il personale laureato che partecipi a concorsi del
ruolo sanitario, a trentotto anni, per un periodo di tre anni a decorrere dal 10
gennaio 1988".
-
L'art. 72, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n.448 (Misure di finanza
pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo), e' il seguente:
"
E' confermato, per il personale della dirigenza del ruolo sanitario che abbia
optato per l'esercizio della libera professione extramuraria, il divieto di
esercizio, sotto qualsiasi forma, della libera professione intramuraria.
L'inosservanza del divieto di cui al periodo precedente o la mancata assunzione
da parte del direttore generale, in conformita' alle disposizioni richiamate
nel periodo successivo, di tutte le iniziative ivi previste per consentire al
personale della dirigenza del ruolo sanitario che abbia manifestato la relativa
opzione il pieno esercizio della libera professione intramuraria, costituiscono
causa impeditiva per il rinnovo dell'incarico e, nei casi piu' gravi,
motivazione per la decisione di revoca dell'incarico di direttore generale. In
particolare il direttore generale, fino alla realizzazione di proprie idonee
strutture e spazi distinti per l'esercizio dell’attivita' libero
professionale intramuraria in regime di ricovero ed ambulatoriale, e' tenuto ad
assumere le specifiche iniziative per reperire fuori dall'azienda spazi
sostitutivi in strutture non accreditate nonche' ad autorizzare l'utilizzazione
di studi professionali privati e altresi ad attivare misure atte a garantire
la progressiva riduzione delle liste d'attesa per le attivita' istituzionali,
sulla base di quanto previsto da un atto di indirizzo e coordinamento a tal fine
adottato, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, ai sensi dell'art. 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59. Fino
all'emanazione dell'atto di indirizzo e coordinamento si applicano le linee
guida adottate dal Ministro della sanita', ai sensi dell'art. 1, comma 7, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, con
decreto del 31 luglio 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 181 del 5
agosto 1997".
-
Per l'art. 15, del citato decreto legislativo n. 502/1992, e successive
modificazioni, vedasi nelle note all'art. 8.
-
Si riporta il testo dell'art. 15-bis del D.Lgs. n. 502/1992:
"Art.
15-bis -(Funzioni dei dirigenti responsabili di struttura).
1.
L'atto aziendale di cui all'art. 3, comma 1-bis, disciplina l'attribuzione al
direttore amministrativo, al direttore sanitario, nonche' ai direttori di
presidio, di distretto, di dipartimento e ai dirigenti responsabili di
struttura, dei compiti, comprese, per i dirigenti di strutture complesse, le
decisioni che impegnano l'azienda verso l'esterno, per l'attuazione degli
obiettivi definiti nel piano programmatico e finanziario aziendale.
2.
La direzione delle strutture e degli uffici e' affidata ai dirigenti secondo i
criteri e le modalita' stabiliti nell'atto di cui al comma 1, nel rispetto, per
la dirigenza sanitaria, delle disposizioni di cui all'art. 15-ter. Il rapporto
dei dirigenti e' esclusivo, fatto salvo quanto previsto in via transitoria per
la dirigenza sanitaria dall'art. 15-sexies.
3.
Sono soppressi i rapporti di lavoro a tempo definito per la dirigenza sanitaria.
In conseguenza della maggiore disponibilita' di ore di servizio sono resi
indisponibili in organico un numero di posti della dirigenza per il
corrispondente monte ore. I contratti collettivi nazionali di lavoro
disciplinano le modalita' di regolarizzazione dei rapporti soppressi".
-
Per gli articoli 15-ter e 15-quater, si veda nelle note all'art.8.
-
Per l'art. 15-quinquies, vedasi nelle note all'art. 4.
-
Si riporta il testo dell'art. 15-sexies del D.Lgs. n. 502/1992:
"Art. 15-sexies
-(Caratteristiche del rapporto di lavoro dei dirigenti sanitari che svolgono attivita' libero-professionale extramuraria).
1.
Il rapporto di lavoro dei dirigenti sanitari in servizio al 31 dicembre 1998 i
quali, ai sensi dell'art. 1, comma 10, della legge 23 dicembre 1996, n. 662,
abbiano comunicato al direttore generale l'opzione per l'esercizio della libera
professione extramuraria e che non intendano revocare detta opzione, comporta la
totale disponibilita' nell'ambito dell'impegno di servizio, per la
realizzazione dei risultati programmati e lo svolgimento delle attivita'
professionali di competenza. Le aziende stabiliscono i volumi e le tipologie
delle attivita' e delle prestazioni che i singoli dirigenti sono tenuti ad
assicurare, nonche' le sedi operative in cui le stesse devono essere
effettuate".
-
Per l'art. 15-septies, vedasi nelle note all'art. 2.
-
Si riporta il testo degli articoli 15-oties, 15-nonies, 15-decies e 15-undecies,
del D.lgs. n. 502/1992:
"Art.
15-octies -(Contratti per l'attuazione di progetti finalizzati).
1.
Per l'attuazione di progetti finalizzati, non sostitutivi dell’attivita'
ordinaria, le aziende unita' sanitarie locali e le aziende ospedaliere possono,
nei limiti delle risorse di cui all'art. 1, comma 34-bis della legge 23 dicembre
1996, n. 662, a tal fine disponibili, assumere con contratti di diritto privato
a tempo determinato soggetti in possesso di diploma di laurea ovvero di diploma
universitario, di diploma di scuola secondaria di secondo grado o di titolo di
abilitazione professionale nonche' di abilitazione all'esercizio della
professione, ove prevista".
"Art.
15-nonies -(Limite massimo di eta' per il personale della dirigenza medica e per
la cessazione dei rapporti convenzionali).
1.
Il limite massimo di eta' per il collocamento a riposo dei dirigenti medici del
servizio sanitario nazionale, ivi compresi i responsabili di struttura
complessa, e' stabilito al compimento del sessantacinquesimo anno di eta', fatta
salva l'applicazione dell'art. 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
503. E' abrogata la legge 19 febbraio 1991, n. 50, fatto salvo il diritto a
rimanere in servizio per coloro i quali hanno gia' ottenuto il beneficio.
2.
Il personale medico universitario di cui all'art. 102 del decreto del Presidente
della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, cessa dallo svolgimento delle ordinarie attivita' assistenziali di cui all'art. 6, comma 1, nonche' dalla direzione
delle strutture assistenziali, al raggiungimento del limite massimo di eta' di
sessantasette anni. Il personale gia' in servizio cessa dalle predette attivita' e direzione al compimento dell'eta' di settanta anni se alla data del
31 dicembre 1999 avra' compiuto sessantasei anni e all'eta' di sessantotto anni
se alla predetta data avra' compiuto sessanta anni. I protocolli d'intesa tra
le regioni e le universita' e gli accordi attuativi dei medesimi, stipulati tra
le universita' e le aziende sanitarie ai sensi dell'art. 6, comma 1,
disciplinano le modalita' e i limiti per l'utilizzazione del suddetto personale
universitario per specifiche attivita' assistenziali strettamente correlate
all'attivita' didattica e di ricerca.
3.
Le disposizioni di cui al precedente comma 1, si applicano anche nei confronti
del personale a rapporto convenzionale di cui all'art. 8. In sede di rinnovo
delle relative convenzioni nazionali sono stabiliti tempi e modalita' di
attuazione.
4.
Restano confermati gli obblighi contributivi dovuti per l'attivita' svolta, in
qualsiasi forma, dai medici e dagli altri professionisti di cui all'art.
8".
"Art.
15-decies -(Obbligo di appropriatezza).
-
1. I medici ospedalieri e delle altre strutture di ricovero e cura del servizio
sanitario nazionale, pubbliche o accreditate, quando prescrivono o consigliano
medicinali o accertamenti diagnostici a pazienti all'atto della dimissione o in
occasione di visite ambulatoriali, sono tenuti a specificare i farmaci e le
prestazioni erogabili con onere a carico del servizio sanitario nazionale. Il
predetto obbligo si estende anche ai medici specialisti che abbiano comunque
titolo per prescrivere medicinali e accertamenti diagnostici a carico del
servizio sanitario nazionale.
2.
In ogni caso, si applicano anche ai sanitari di cui al comma 1, il divieto di
impiego del ricettario del servizio sanitario nazionale per la prescrizione di
medicinali non rimborsabili dal servizio, nonche' le disposizioni che vietano al
medico di prescrivere, a carico del servizio medesimo, medicinali senza
osservare le condizioni e le limitazioni previste dai provvedimenti della
commissione unica del farmaco e prevedono conseguenze in caso di infrazione.
3.
Le attivita' delle aziende unita' sanitarie locali previste dall'art. 32, comma
9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, sono svolte anche nei confronti dei
sanitari di cui al comma 1".
"Art.
15-undecies -(Applicabilita' al personale di altri enti).
1.
Gli enti e istituti di cui all'art. 4, comma 12, nonche' gli istituti di
ricovero e cura a carattere scientifico di diritto privato adeguano i propri
ordinamenti del personale alle disposizioni del presente decreto. A seguito di
tale adeguamento, al personale dei predetti enti e istituti si applicano le
disposizioni di cui all'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica 20
dicembre 1979, n. 761, anche per quanto attiene ai trasferimenti da e verso le
strutture pubbliche".
-
L'art. 19-quater, del citato decreto legislativo n. 502/1992, e successive
modificazioni, e' il seguente:
"Art.
19-quater -(Organismi e commissioni).
1.
Gli organismi e le commissioni previsti nel presente decreto si avvalgono, per
il loro funzionamento, delle strutture e del personale delle amministrazioni
presso cui operano, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica".
Note
all'art. 2:
-
Il testo dell'art. 15-septies, del citato decreto legislativo n. 502/1992, come
introdotto dall'art. 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, come
modificato dal decreto qui pubblicato, e' il seguente:
"Art.
15-septies -(Contratti a tempo determinato)
1.
I direttori generali possono conferire incarichi per l'espletamento di funzioni
di particolare rilevanza e di interesse strategico mediante la stipula di
contratti a tempo determinato e con rapporto di lavoro esclusivo, entro il
limite del due per cento della dotazione organica della dirigenza, a laureati di
particolare e comprovata qualificazione professionale che abbiano svolto
attivita' in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private
con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali
apicali o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale,
culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e
post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di
lavoro e che non godano del trattamento di quiescenza. I contratti hanno durata
non inferiore a due anni e non superiore a cinque anni, con facolta' di
rinnovo.
2.
Le aziende unita' sanitarie e le aziende ospedaliere possono stipulare, oltre a
quelli previsti dal comma precedente, contratti a tempo determinato, in numero
non superiore al cinque per cento della dotazione organica della dirigenza
sanitaria, a esclusione della dirigenza medica, nonche' della dirigenza
professionale, tecnica e amministrativa, per l'attribuzione di incarichi di
natura dirigenziale, relativi a profili diversi da quello medico, ed esperti di
provata competenza che non godano del trattamento di quiescenza e che siano in
possesso del diploma di laurea e di specifici requisiti coerenti con le esigenze
che determinano il conferimento dell'incarico.
3.
Il trattamento economico e' determinato sulla base dei criteri stabiliti nei
contratti collettivi della dirigenza del servizio sanitario nazionale.
4.
Per il periodo di durata del contratto di cui al comma 1, i dipendenti di
pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni con
riconoscimento dell’anzianita' di servizio.
5.
Gli incarichi di cui al presente articolo, conferiti sulla base di direttive
regionali, comportano l'obbligo per l'azienda di rendere contestualmente
indisponibili posti di organico della dirigenza per i corrispondenti oneri
finanziari.
"5-bis.
Per soddisfare le esigenze connesse all'espletamento dell'attivita' libero
professionale deve essere utilizzato il personale dipendente del servizio
sanitario nazionale. Solo in caso di oggettiva e accertata impossibilita' di far
fronte con il personale dipendente alle esigenze connesse all'attivazione delle
strutture e degli spazi per l'attivita' libero professionale, le aziende
sanitarie possono acquisire personale, non dirigente, del ruolo sanitario e
personale amministrativo di collaborazione, tramite contratti di diritto privato
a tempo determinato anche con societa' cooperative di servizi. Per specifici
progetti finalizzati ad assicurare l'attivita' libero professionale, le aziende
sanitarie possono, altresi, assumere il personale medico necessario, con
contratti di diritto privato a tempo determinato o a rapporto professionale. Gli
oneri relativi al personale di cui al presente comma sono a totale carico della
gestione di cui all'art. 3, comma 6, della legge 23 dicembre 1994, n. 724. La validita' dei contratti e' subordinata, a pena di nullita', all'effettiva
sussistenza delle risorse al momento della loro stipulazione. Il direttore
generale provvede ad effettuare riscontri trimestrali al fine di evitare che la contabilita' separata presenti disavanzi. Il personale assunto con rapporto a
tempo determinato o a rapporto professionale e' assoggettato al rapporto
esclusivo, salvo espressa deroga da parte dell'azienda, sempre che il rapporto
di lavoro non abbia durata superiore a sei mesi e cessi comunque a tale
scadenza. La deroga puo' essere concessa una sola volta anche in caso di nuovo
rapporto di lavoro con altra azienda".
-
L'art. 3, comma 6, della legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di
razionalizzazione della finanza pubblica), e' il seguente:
"6.
Per la gestione delle camere a pagamento di cui all'art. 4, commi 10 e 11, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed
integrazioni, le unita' sanitarie locali, le aziende ospedaliere e gli istituti
di ricovero e cura a carattere scientifico provvedono, oltre alla contabilita'
prevista dall'art. 5, comma 5, del citato decreto legislativo n. 502 del 1992, e
successive modificazioni ed integrazioni, alla tenuta di una contabilita'
separata che deve tenere conto di tutti i costi diretti e indiretti, nonche'
delle spese alberghiere. Tale contabilita' non puo' presentare disavanzo".
Note
all'art. 3:
-
Per il testo dell'art. 15-quinquies, del citato decreto legislativo n. 502/1992,
come introdotto dall'art. 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, si
veda in nota all'art. 4.
-
Per il testo dell'art. 72, comma 11, della citata legge 23 dicembre 1998, n.
448, si veda in nota all'art. 1.
-
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 marzo 2000, concerne
"Atto di indirizzo e coordinamento concernente l'attivita'
libero-professionale intramuraria del personale della dirigenza sanitaria del
servizio sanitario nazionale".
Nota
all'art. 4:
-
Si riporta il testo dell'art. 15-quinquies, del citato decreto legislativo n.
502/1992, come introdotto dall'art. 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999,
n. 229, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art.
15-quinquies -(Caratteristiche del rapporto di lavoro esclusivo dei dirigenti
sanitari)
1.
Il rapporto di lavoro esclusivo dei dirigenti sanitari comporta la totale disponibilita' nello svolgimento delle funzioni dirigenziali attribuite
dall'azienda, nell'ambito della posizione ricoperta e della competenza
professionale posseduta e della disciplina di appartenenza, con impegno orario
contrattualmente definito.
2.
Il rapporto di lavoro esclusivo comporta l'esercizio dell'attivita'
professionale nelle seguenti tipologie:
a)
il diritto all'esercizio di attivita' libero professionale individuale, al di
fuori dell'impegno di servizio, nell'ambito delle strutture aziendali
individuate dal direttore generale d'intesa con il collegio di direzione; salvo
quanto disposto dal comma 11 dell'art. 72 della legge 23 dicembre 1998, n. 448;
b)
la possibilita' di partecipazione ai proventi di attivita' a pagamento svolta in
e'quipe, al di fuori dell'impegno di servizio, all'interno delle strutture
aziendali;
c)
la possibilita' di partecipazione ai proventi di attivita', richiesta a
pagamento da singoli utenti e svolta individualmente o in equipe, al di fuori
dell'impegno di servizio, in strutture di altra azienda del servizio sanitario
nazionale o di altra struttura sanitaria non accreditata, previa convenzione
dell'azienda con le predette aziende e strutture;
d)
la possibilita' di partecipazione ai proventi di attivita' professionali,
richieste a pagamento da terzi all'azienda, quando le predette attivita' siano
svolte al di fuori dell'impegno di servizio e consentano la riduzione dei tempi
di attesa, secondo programmi predisposti dall'azienda stessa, sentite le e'quipe
dei servizi interessati. Le modalita' di svolgimento delle attivita' di cui al
presente comma e i criteri per l'attribuzione dei relativi proventi ai dirigenti
sanitari interessati nonche' al personale che presta la propria collaborazione
sono stabiliti dal direttore generale in conformita' alle previsioni dei
contratti collettivi nazionali di lavoro. L'azienda disciplina i casi in cui
l'assistito puo' chiedere all'azienda medesima che la prestazione sanitaria sia
resa direttamente dal dirigente scelto dall'assistito ed erogata al domicilio
dell'assistito medesimo, in relazione alle particolari prestazioni sanitarie
richieste o al carattere occasionale o straordinario delle prestazioni stesse o
al rapporto fiduciario gia' esistente fra il medico e l'assistito con
riferimento all'attivita' libero professionale intramuraria gia' svolta
individualmente o in e'quipe nell'ambito dell'azienda, fuori dell'orario di
lavoro.
3.
Per assicurare un corretto ed equilibrato rapporto tra attivita' istituzionale e
corrispondente attivita' libero professionale e al fine anche di concorrere alla
riduzione progressiva delle liste di attesa, l'attivita' libero professionale
non puo' comportare, per ciascun dipendente, un volume di prestazioni superiore
a quello assicurato per i compiti istituzionali. La disciplina contrattuale
nazionale definisce il corretto equilibrio fra attivita' istituzionale e
attivita' libero professionale nel rispetto dei seguenti principi: l'attivita'
istituzionale e' prevalente rispetto a quella libero professionale, che viene
esercitata nella salvaguardia delle esigenze del servizio e della prevalenza dei
volumi orari di attivita' necessari per i compiti istituzionali; devono essere
comunque rispettati i piani di attivita' previsti dalla programmazione regionale
e aziendale e conseguentemente assicurati i relativi volumi prestazionali e i
tempi di attesa concordati con le e'quipe; l'attivita' libero professionale e'
soggetta a verifica da parte di appositi organismi e sono individuate
penalizzazioni, consistenti anche nella sospensione del diritto all'attivita'
stessa, in caso di violazione delle disposizioni di cui al presente comma o di
quelle contrattuali.
4.
Nello svolgimento dell'attivita' di cui al comma 2 non e' consentito l'uso del
ricettario del servizio sanitario nazionale.
5.
Gli incarichi di direzione di struttura, semplice o complessa, implicano il
rapporto di lavoro esclusivo. Per struttura ai fini del presente decreto, si
intende l'articolazione organizzativa per la quale e' prevista, dall'atto
aziendale di cui all'art. 3, comma 1-bis, responsabilita' di gestione di
risorse umane, tecniche o finanziarie.
6.
Ai fini del presente decreto, si considerano strutture complesse i dipartimenti
e le unita' operative individuate secondo i criteri di cui all'atto di indirizzo
e coordinamento previsto dall'art. 8-quater, comma 3. Fino all'emanazione del
predetto atto si considerano strutture complesse tutte le strutture gia'
riservate dalla pregressa normativa ai dirigenti di secondo livello
dirigenziale.
7.
I dirigenti sanitari appartenenti a posizioni funzionali apicali alla data del
31 dicembre 1998, che non abbiano optato per il rapporto quinquennale ai sensi
della pregressa normativa, conservano l'incarico di direzione di struttura
complessa alla quale sono preposti. Essi sono sottoposti a verifica entro il 31
dicembre 1999, conservando fino a tale data il trattamento tabellare gia'
previsto per il secondo livello dirigenziale. In caso di verifica positiva, il
dirigente e' confermato nell'incarico, con rapporto esclusivo, per ulteriori
sette anni. In caso di verifica non positiva o di non accettazione dell'incarico
con rapporto esclusivo, al dirigente e' conferito un incarico professionale non
comportante direzione di struttura in conformita' con le previsioni del
contratto collettivo nazionale di lavoro; contestualmente viene reso
indisponibile un posto di organico di dirigente.
8.
Il rapporto di lavoro esclusivo costituisce titolo di preferenza per gli
incarichi didattici e di ricerca e per i comandi e i corsi di aggiornamento
tecnico-scientifico e professionale.
9.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche al personale di cui
all'art. 102 del decreto del Presidente della Repubblica 17 luglio 1980, n. 382,
con le specificazioni e gli adattamenti che saranno previsti in relazione ai
modelli gestionali e funzionali di cui all'art. 6 della legge 30 novembre 1998,
n. 419, dalle disposizioni di attuazione della delega stessa.
10.
Fermo restando, per l'attivita' libero professionale in regime di ricovero,
quanto disposto dall'art. 72, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e'
consentita, in caso di carenza di strutture e spazi idonei alle necessita'
connesse allo svolgimento delle attivita' libero professionale in regime
ambulatoriale, limitatamente alle medesime attivita' e fino al 31 luglio 2003,
l'utilizzazione del proprio studio professionale con le modalita' previste
dall'atto di indirizzo e coordinamento di cui al decreto del presidente del
Consiglio dei Ministri 27 marzo 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie
generale - n. 121 del 26 maggio 2000, fermo restando per l'azienda sanitaria la
possibilita' di vietare l'uso dello studio nel caso di possibile conflitto di
interessi. Le regioni possono disciplinare in modo piu' restrittivo la materia
in relazione alle esigenze locali".
Nota
all'art. 5:
-
L'art. 17, del citato decreto legislativo n. 502/1992, come modificato dal
presente decreto, e' il seguente:
"Art.
17 -(Collegio di direzione)
1.
In ogni azienda e' costituito il collegio di direzione, di cui il direttore
generale si avvale per il governo delle attivita' cliniche, la programmazione e
valutazione delle attivita' tecnico-sanitarie e di quelle ad alta integrazione
sanitaria. Il collegio di direzione concorre alla formulazione dei programmi di
formazione, delle soluzioni organizzative per l'attuazione della attivita'
libero-professionale intramuraria e alla valutazione dei risultati conseguiti
rispetto agli obiettivi clinici. Il direttore generale si avvale del collegio di
direzione per la elaborazione del programma di attivita' dell'azienda, nonche'
per l'organizzazione e lo sviluppo dei servizi, anche in attuazione del modello
dipartimentale e per l'utilizzazione delle risorse umane.
2.
La regione disciplina l'attivita' e la composizione del collegio di direzione,
prevedendo la partecipazione del direttore sanitario e amministrativo, di
direttori di distretto, di dipartimento e di presidio.
2-bis.
Fino all'entrata in vigore della disciplina regionale sull'attivita' e la
composizione del collegio di direzione e del comitato di dipartimento, i
predetti organi operano nella composizione ed secondo le modalita' stabilite da
ciascuna azienda sanitaria, fermo restando per il collegio di direzione la
presenza dei membri di diritto.
Note
all'art. 6:
-
Si riporta il testo dell'art. 8 del citato decreto legislativo n. 502/1992, come
modificato dal presente decreto:
"Art.
8
(Disciplina dei rapporti per
l'erogazione delle prestazioni assistenziali)
1. Il rapporto tra il servizio
sanitario nazionale, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta
e' disciplinato da apposite convenzioni di durata triennale conformi agli
accordi collettivi nazionali stipulati, ai sensi dell'art. 4, comma 9, della
legge 30 dicembre 1991, n. 412, con le organizzazioni sindacali di categoria
maggiormente rappresentative in campo nazionale. La rappresentativita' delle
organizzazioni sindacali e' basata sulla consistenza associativa. Detti accordi
devono tenere conto dei seguenti principi:
a) prevedere che la scelta del
medico e' liberamente effettuata dall'assistito, nel rispetto di un limite
massimo di assistiti per medico, ha validita' annuale ed e' tacitamente
rinnovata;
b) regolamentare la possibilita'
di revoca della scelta da parte dell'assistito nel corso dell'anno nonche' la
ricusazione della scelta da parte del medico, qualora ricorrano eccezionali e
accertati motivi di incompatibilita';
c) disciplinare gli ambiti e le
modalita' di esercizio della libera professione prevedendo che: il tempo
complessivamente dedicato alle attivita' in libera professione non rechi
pregiudizio al corretto e puntuale svolgimento degli obblighi del medico, nello
studio medico e al domicilio del paziente; le prestazioni offerte in attivita'
libero-professionale siano definite nell'ambito della convenzione, anche al fine
di escludere la coincidenza tra queste e le prestazioni incentivanti di cui alla
lettera d); il medico sia tenuto a comunicare all'azienda unita' sanitaria
locale l'avvio dell'attivita' in libera professione, indicandone sede ed orario
di svolgimento, al fine di consentire gli opportuni controlli; sia prevista una
preferenza nell'accesso a tutte le attivita' incentivate previste dagli accordi
integrativi in favore dei medici che non esercitano attivita'
libero-professionale strutturata nei confronti dei propri assistiti. Fino alla
stipula della nuova convenzione sono fatti salvi i rapporti professionali in
atto con le aziende termali. In ogni caso, il non dovuto pagamento, anche
parziale, di prestazioni da parte dell'assistito o l'esercizio di attivita'
libero-professionale al di fuori delle modalita' e dei limiti previsti dalla
convenzione comportano l'immediata cessazione del rapporto convenzionale con il
Servizio sanitario nazionale;
d) ridefinire la struttura del
compenso spettante al medico, prevedendo una quota fissa per ciascun soggetto
iscritto alla sua lista, corrisposta su base annuale in rapporto alle funzioni
definite in convenzione; una quota variabile in considerazione del
raggiungimento degli obiettivi previsti dai programmi di attivita' e del
rispetto dei conseguenti livelli di spesa programmati di cui alla lettera f);
una quota variabile in considerazione dei compensi per le prestazioni e le
attivita' previste negli accordi nazionali e regionali, in quanto funzionali
allo sviluppo dei programmi di cui alla lettera f);
e) garantire l'attivita'
assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti i giorni della
settimana attraverso il coordinamento operativo e l'integrazione professionale,
nel rispetto degli obblighi individuali derivanti dalle specifiche convenzioni,
fra l'attivita' dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta,
della guardia medica e della medicina dei servizi, attraverso lo sviluppo di
forme di associazionismo professionale e la organizzazione distrettuale del
servizio;
f) prevedere le modalita'
attraverso le quali le unita' sanitarie locali, sulla base della programmazione
regionale e nell'ambito degli indirizzi nazionali, individuano gli obiettivi,
concordano i programmi di attivita' e definiscono i conseguenti livelli di spesa
programmati dei medici singoli o associati, in coerenza con gli obiettivi e i
programmi di attivita' del distretto;
g) disciplinare le modalita' di
partecipazione dei medici alla definizione degli obiettivi e dei programmi di
attivita' del distretto e alla verifica del loro raggiungimento;
h) disciplinare l'accesso alle
funzioni di medico di medicina generale del Servizio sanitario nazionale secondo
parametri definiti nell'ambito degli accordi regionali, in modo che l'accesso
medesimo sia consentito ai medici forniti dell'attestato o del diploma di cui
all'art. 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 o titolo equipollente
prevedendo altresi che la graduatoria annuale evidenzi i medici forniti
dell'attestato o del diploma, al fine di riservare loro una percentuale
prevalente di posti in sede di copertura delle zone carenti ferma restando
l'attribuzione agli stessi di un adeguato punteggio, che tenga conto anche dello
specifico impegno richiesto per il conseguimento dell'attestato;
i) regolare la partecipazione di
tali medici a societa', anche cooperative, anche al fine di prevenire
l'emergere di conflitti di interesse con le funzioni attribuite agli stessi
medici dai rapporti convenzionali in atto;
l) prevedere la possibilita' di
stabilire specifici accordi con i medici gia' titolari di convenzione operanti
in forma associata, secondo modalita' e in funzione di specifici obiettivi
definiti in ambito convenzionale;
m) prevedere le modalita' con cui
la convenzione possa essere sospesa, qualora nell'ambito della integrazione dei
medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nella organizzazione
distrettuale, le unita' sanitarie locali attribuiscano a tali medici l'incarico
di direttore di distretto o altri incarichi temporanei ritenuti inconciliabili
con il mantenimento della convenzione.
1-bis. Le aziende unita' sanitarie
locali e le aziende ospedaliere, in deroga a quanto previsto dal comma 1,
utilizzano, a esaurimento, nell'ambito del numero delle ore di incarico svolte
alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517,
i medici addetti alla stessa data alle attivita' di guardia medica e di medicina
dei servizi. Per costoro valgono le convenzioni stipulate ai sensi dell'art. 48
della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Entro un anno dalla data di entrata in
vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, le regioni possono
individuare aree di attivita' della emergenza territoriale e della medicina dei
servizi, che, al fine del miglioramento dei servizi, richiedono l'instaurarsi di
un rapporto d'impiego. A questi fini, i medici in servizio alla data di entrata
in vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, addetti a tali
attivita', i quali al 31 dicembre 1998 risultavano titolari di un incarico a
tempo indeterminato da almeno cinque anni, o comunque al compimento del quinto
anno di incarico a tempo indeterminato, sono inquadrati a domanda nel ruolo
sanitario, nei limiti dei posti delle dotazioni organiche definite e approvate
nel rispetto dei principi di cui all'art. 6 del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, e successive modificazioni e previo giudizio di idoneita' secondo
le procedure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12
dicembre 1997, n. 502. Nelle more del passaggio alla dipendenza, le regioni
possono prevedere adeguate forme di integrazione dei medici convenzionati
addetti alla emergenza sanitaria territoriale con l'attivita' dei servizi del
sistema di emergenza- urgenza secondo criteri di flessibilita' operativa,
incluse forme di mobilita' interaziendale.
2. Il rapporto con le farmacie
pubbliche e private e' disciplinato da convenzioni di durata triennale conformi
agli accordi collettivi nazionali stipulati a norma dell'art. 4, comma 9, della
legge 30 dicembre 1991, n. 412, con le organizzazioni sindacali di categoria
maggiormente rappresentative in campo nazionale. Detti accordi devono tener
conto dei seguenti principi:
a) le farmacie pubbliche e private
erogano l'assistenza farmaceutica per conto delle unita' sanitarie locali del
territorio regionale dispensando, su presentazione della ricetta del medico, specialita' medicinali, preparati galenici, prodotti dietetici, presidi medico-
chirurgici e altri prodotti sanitari erogabili dal Servizio sanitario nazionale
nei limiti previsti dai livelli di assistenza;
b) per il servizio di cui alla
lettera a) l'unita' sanitaria locale corrisponde alla farmacia il prezzo del
prodotto erogato, al netto della eventuale quota di partecipazione alla spesa
dovuta dall'assistito. Ai fini della liquidazione la farmacia e' tenuta alla
presentazione della ricetta corredata del bollino o di altra documentazione
comprovante l'avvenuta consegna all'assistito. Per il pagamento del dovuto oltre
il termine fissato dagli accordi regionali di cui alla successiva lettera c) non
possono essere riconosciuti interessi superiore a quelli legali;
c) demandare ad accordi di livello
regionale la disciplina delle modalita' di presentazione delle ricette e i tempi
dei pagamenti dei corrispettivi nonche' l'individuazione di modalita'
differenziate di erogazione delle prestazioni finalizzate al miglioramento
dell'assistenza definendo le relative condizioni economiche anche in deroga a
quanto previsto alla precedente lettera b), e le modalita' di collaborazione
delle farmacie in programmi particolari nell'ambito delle attivita' di
emergenza, di farmacovigilanza, di informazione e di educazione sanitaria.
2-bis. Con atto di indirizzo e
coordinamento, emanato ai sensi dell'art. 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59,
sono individuati i criteri per la valutazione:
a) del servizio prestato in regime
convenzionale dagli specialisti ambulatoriali medici e delle altre professionalita' sanitarie, al fine dell'attribuzione del trattamento giuridico
ed economico ai soggetti inquadrati in ruolo ai sensi dell'art. 34 della legge
27 dicembre 1997, n. 449;
-
b) per lo stesso fine, del
servizio prestato in regime convenzionale dai medici della guardia medica, della
emergenza territoriale e della medicina dei servizi nel caso le regioni abbiano
proceduto o procedano ad instaurare il rapporto di impiego ai sensi del comma
1-bis del presente Art. sia nel testo modificato dal decreto legislativo 7
dicembre 1993, n. 517 sia nel testo introdotto dal decreto legislativo 19 giugno
1999, n. 229; a tali medici e' data facolta' di optare per il mantenimento
della posizione assicurativa gia' costituita presso l'Ente nazionale previdenza
ed assistenza medici (ENPAM); tale opzione deve essere esercitata al momento
dell'inquadramento in ruolo. Il servizio di cui al presente comma e' valutato
con riferimento all'orario settimanale svolto rapportato a quello dei medici e
delle altre professionalita' sanitarie dipendenti dalla Azienda sanitaria.
2-ter. Con decreto del Ministro
della sanita', e' istituita, senza oneri a carico dello Stato, una Commissione
composta da rappresentanti dei Ministeri della sanita', del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica e del lavoro e della previdenza sociale e da
rappresentanti regionali designati dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine
di individuare modalita' idonee ad assicurare che l'estensione al personale a
rapporto convenzionale, di cui all'art. 8 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, come modificato dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229,
dei limiti di eta' previsti dal comma 1 dell'art. 15-nonies dello stesso decreto
avvenga senza oneri per il personale medesimo. L'efficacia della disposizione di
cui all'art.15-nonies, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502, come introdotto dall'art. 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229, e' sospesa fino alla attuazione dei provvedimenti collegati alle
determinazioni della Commissione di cui al presente comma.
3. Gli Ordini ed i Collegi
professionali sono tenuti a valutare sotto il profilo deontologico i
comportamenti degli iscritti agli Albi ed ai Collegi professionali che si siano
resi inadempienti agli obblighi convenzionali. I ricorsi avverso le sanzioni
comminate dagli Ordini o dai Collegi sono decisi dalla Commissione centrale per
gli esercenti le professioni sanitarie.
4. Ferma restando la competenza
delle regioni in materia di autorizzazione e vigilanza sulle istituzioni
sanitarie private, a norma dell'art. 43 della legge 23 dicembre 1978, n. 833,
con atto di indirizzo e coordinamento, emanato d'intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome,
sentito il Consiglio superiore di sanita', sono definiti i requisiti
strutturali, tecnologici e organizzativi minimi richiesti per l'esercizio delle
attivita' sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private e la periodicita' dei controlli sulla permanenza dei requisiti stessi. L'atto di
indirizzo e coordinamento e' emanato entro il 31 dicembre 1993 nel rispetto dei
seguenti criteri e principi direttivi:
a) garantire il perseguimento
degli obiettivi fondamentali di prevenzione, cura e riabilitazione definiti dal
Piano sanitario nazionale;
b) garantire il perseguimento
degli obiettivi che ciascuna delle fondamentali funzioni assistenziali del
Servizio sanitario nazionale deve conseguire, giusta quanto disposto dal decreto
del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1992, concernente la
"Definizione dei livelli uniformi di assistenza sanitaria" ovvero dal
Piano sanitario nazionale, ai sensi del precedente Art. 1, comma 4, lettera b);
c) assicurare l'adeguamento delle
strutture e delle attrezzature al progresso scientifico e tecnologico;
d) assicurare l'applicazione delle
disposizioni comunitarie in materia;
e) garantire l'osservanza delle
norme nazionali in materia di: protezione antisismica, protezione antincendio,
protezione acustica, sicurezza elettrica, continuita' elettrica, sicurezza
antinfortunistica, igiene dei luoghi di lavoro, protezione dalle radiazioni
ionizzanti, eliminazione delle barriere architettoniche, smaltimento dei
rifiuti, condizioni microclimatiche, impianti di distribuzione dei gas,
materiali esplodenti, anche al fine di assicurare condizioni di sicurezza agli
operatori e agli utenti del servizio;
f) prevedere l'articolazione delle
strutture sanitarie in classi differenziate in relazione alla tipologia delle
prestazioni erogabili;
g) prevedere l'obbligo di
controllo della qualita' delle prestazioni erogate;
h) definire i termini per
l'adeguamento delle strutture e dei presidi gia' autorizzati e per
l'aggiornamento dei requisiti minimi, al fine di garantire un adeguato livello
di qualita' delle prestazioni compatibilmente con le risorse a disposizione.
5. (abrogato).
6. (abrogato).
7. (abrogato).
8. Le unita' sanitarie locali, in
deroga a quanto previsto dai precedenti commi 5 e 7, utilizzano il personale
sanitario in servizio alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 7
dicembre 1993, n. 517, ai sensi dei decreti del Presidente della Repubblica 28
settembre 1990, n. 316, 13 marzo 1992, n. 261, 13 marzo 1992, n. 262, e 18
giugno 1988, n. 255. Esclusivamente per il suddetto personale valgono le
convenzioni stipulate ai sensi dell'art. 48 della legge 23 dicembre 1978, n.
833, e dell'art. 4, comma 9, della legge 30 dicembre 1991, n. 412. Entro il
triennio indicato al comma 7 le regioni possono inoltre individuare aree di
attivita' specialistica che, ai fini del miglioramento del servizio richiedano
l'instaurarsi di un rapporto d'impiego. A questi fini i medici specialistici
ambulatoriali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre
1990, n. 316, che alla data del 31 dicembre 1992 svolgevano esclusivamente
attivita' ambulatoriale da almeno cinque anni con incarico orario non inferiore
a ventinove ore settimanali e che alla medesima data non avevano altro tipo di
rapporto convenzionale con il Servizio sanitario nazionale o con altre
istituzioni pubbliche o private, sono inquadrati, a domanda, previo giudizio di idoneita', nel primo livello dirigenziale del ruolo medico in soprannumero. Con
regolamento da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
del decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, ai sensi dell'art. 17, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro della sanita' di concerto con i Ministri del tesoro e
della funzione pubblica sono determinati i tempi, le procedure e le modalita'
per lo svolgimento dei giudizi di idoneita' (70). In sede di revisione dei
rapporti convenzionali in atto, l'accordo collettivo nazionale disciplina
l'adeguamento dei rapporti medesimi alle esigenze di flessibilita' operativa,
incluse la riorganizzazione degli orari e le forme di mobilita' interaziendale,
nonche' i criteri di integrazione dello specialista ambulatoriale nella
assistenza distrettuale. Resta fermo quanto previsto dall'art. 34 della legge 27
dicembre 1997, n. 449.
8-bis. I medici che frequentano il
secondo anno del corso biennale di formazione specifica in medicina generale
possono presentare, nei termini stabiliti, domanda per l'inclusione nella
graduatoria regionale dei medici aspiranti alla assegnazione degli incarichi di
medicina generale, autocertificando la frequenza al corso, qualora il corso non
sia concluso e il relativo attestato non sia stato rilasciato entro il 31
dicembre dell'anno stesso, a causa del ritardo degli adempimenti regionali.
L'attestato di superamento del corso biennale e' prodotto dall'interessato,
durante il periodo di validita' della graduatoria regionale, unitamente alla
domanda di assegnazione delle zone carenti. Il mancato conseguimento
dell'attestato comporta la cancellazione dalla graduatoria regionale.
9. (abrogato)".
- L'art. 21, del decreto
legislativo 17 agosto 1999, n.368 (Attuazione della direttiva 93/16/CEE in
materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro
diplomi, certificati ed altri titoli), e' il seguente:
"Art.
21
1.
Per l'esercizio dell'attivita' di medico chirurgo di medicina generale
nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e' necessario il possesso del
diploma di formazione specifica in medicina generale fermo restando la validita' degli attestati gia' rilasciati ai sensi del decreto del Ministro
della sanita' di concerto con il Ministro della pubblica istruzione 10 ottobre
1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie
generale n. 267 del 14 novembre 1988 e del decreto legislativo 8 agosto 1991, n.
256".
-
L'art. 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il
conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma
della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa), e' il
seguente:
"Art.
8.
1.
Gli atti di indirizzo e coordinamento delle funzioni amministrative regionali,
gli atti di coordinamento tecnico, nonche' le direttive relative all'esercizio
delle funzioni delegate, sono adottati previa intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, o con la singola regione interessata.
2.
Qualora nel termine di quarantacinque giorni dalla prima consultazione l'intesa
non sia stata raggiunta, gli atti di cui al comma 1 sono adottati con
deliberazione del Consiglio dei ministri, previo parere della Commissione
parlamentare per le questioni regionali da esprimere entro trenta giorni dalla
richiesta.
3.
In caso di urgenza il Consiglio dei ministri puo' provvedere senza l'osservanza
delle procedure di cui ai commi 1 e 2. I provvedimenti in tal modo adottati sono
sottoposti all'esame degli organi di cui ai commi 1 e 2 entro i successivi
quindici giorni. Il Consiglio dei ministri e' tenuto a riesaminare i
provvedimenti in ordine ai quali siano stati espressi pareri negativi.
4.
Gli atti di indirizzo e coordinamento, gli atti di coordinamento tecnico, nonche'
le direttive adottate con deliberazione del Consiglio dei ministri, sono
trasmessi alle competenti Commissioni parlamentari.
5.
Sono abrogate le seguenti disposizioni concernenti funzioni di indirizzo e
coordinamento dello Stato:
a)
l'art. 3 della legge 22 luglio 1975, n. 382;
b)
l'art. 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616, il primo comma del medesimo articolo limitatamente alle parole da:
"nonche' la funzione di indirizzo fino a: "n. 382 e alle parole
"e con la Comunita' economica europea , nonche' il terzo comma del
medesimo articolo, limitatamente alle parole: "impartisce direttive per
l'esercizio delle funzioni amministrative delegate alle regioni, che sono tenute
ad osservarle, ed ;
c)
l'art. 2, comma 3, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n. 400, limitatamente
alle parole: "gli atti di indirizzo e coordinamento dell'attivita'
amministrativa delle regioni e, nel rispetto delle disposizioni statutarie,
delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano ;
d)
l'art. 13, comma 1, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400,
limitatamente alle parole: "anche per quanto concerne le funzioni statali
di indirizzo e coordinamento ;
e)
l'art. 1, comma 1, lettera hh), della legge 12 gennaio 1991, n. 13.
6.
E' soppresso l'ultimo periodo della lettera a) del primo comma dell'art. 17
della legge 16 maggio 1970, n.281".
L'art.
34, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della
finanza pubblica), e' il seguente:
"Art.
34 -(Specialisti ambulatoriali convenzionati)
1.Entro il 31 marzo 1998 le
regioni individuano aree di attivita' specialistica con riferimento alle quali,
ai fini del miglioramento del servizio, inquadrano, con decorrenza dal 10 luglio
1998, a domanda ed anche in soprannumero, nel primo livello dirigenziale, con il
trattamento giuridico ed economico previsto dal contratto collettivo nazionale,
gli specialisti ambulatoriali a rapporto convenzionale, medici e delle altre professionalita' sanitarie, che alla data del 31 dicembre 1997 svolgano
esclusivamente attivita' ambulatoriale con incarico non inferiore a ventinove
ore settimanali nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e che a tale data
non abbiano superato i 55 anni di eta'. Gli specialisti ambulatoriali che, alla
data del 31 dicembre 1997, abbiano almeno 55 anni di eta' mantengono il
precedente incarico di medicina ambulatoriale a condizione che non si trovino in
trattamento di quiescenza per pregressi rapporti e che, se titolari anche di
altro tipo di convenzioni con il Servizio sanitario nazionale, vi rinunzino
entro il 1o marzo 1998. Gli specialisti ambulatoriali a rapporto convenzionale
che, alla data del 31 dicembre 1997, non siano in possesso dei requisiti di cui
al presente comma, mantengono i rapporti di convenzione acquisiti. Le ore gia'
coperte dal personale inquadrato ai sensi del presente comma sono rese
indisponibili. Con lo stesso procedimento le regioni provvedono annualmente, a
decorrere dal 10 luglio 1999 e fino al 31 dicembre 2003, ad inquadrare anche gli
specialisti ambulatoriali che presentino domanda avendo maturato i requisiti
richiesti successivamente al 31 dicembre 1997.
2. L'inquadramento e' disposto
previa formulazione del giudizio di idoneita' previsto dal regolamento di cui
al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 luglio 1997, n. 365.
3. Dal 10 luglio 1998 cessano i
rapporti convenzionali con gli specialisti ambulatoriali di cui al comma 1 che,
avendone titolo, non abbiano presentato domanda di inquadramento.
4. Per l'anno 1998 le regioni, in
attesa del riordinamento delle funzioni di assistenza specialistica
ambulatoriale, emanano, entro il 31 gennaio 1998, direttive per la
rideterminazione, da parte delle aziende unita' sanitarie locali, delle ore da
attribuire agli specialisti ambulatoriali in modo da realizzare, a livello
regionale e con riferimento all'intero anno, una riduzione complessiva non
inferiore al 10 per cento dei costi, riferiti all'anno 1997, detratti i costi
relativi al personale inquadrato ai sensi del comma 1 e quelli relativi agli
istituti economici di cui al successivo periodo del presente comma. Agli
specialisti ambulatoriali a tempo indeterminato, a decorrere dal 1o gennaio
1998, cessa l'applicazione degli istituti economici del coordinamento e delle
prestazioni di particolare impegno professionale. L'attuazione di quanto
previsto dal presente comma non deve comunque comportare diminuzione
dell'assistenza sanitaria garantita dai servizi specialistici pubblici
territoriali nel corso del 1997, ne' una sua concentrazione sul territorio.
5. Le province autonome di Trento
e di Bolzano e le regioni Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia disciplinano la
materia nell'ambito delle attribuzioni derivanti dallo statuto e dalle relative
norme di attuazione".
- Per il testo dell'art.
15-nonies, del citato decreto legislativo n. 502/1992, come introdotto dall'art.
13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, si veda in nota all'art. 1.
Nota all'art. 7:
- Si riporta il testo dell'art.
8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato
dal decreto qui pubblicato:
"Art.
8-quinquies -(Accordi contrattuali)
1.
Le regioni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229, definiscono l'ambito di applicazione degli
accordi contrattuali e individuano i soggetti interessati, con specifico
riferimento ai seguenti aspetti:
a)
individuazione delle responsabilita' riservate alla regione e di quelle
attribuite alle unita' sanitarie locali nella definizione degli accordi
contrattuali e nella verifica del loro rispetto;
b)
indirizzi per la formulazione dei programmi di attivita' delle strutture
interessate, con l'indicazione delle funzioni e delle attivita' da potenziare e
da depotenziare, secondo le linee della programmazione regionale e nel rispetto
delle priorita' indicate dal Piano sanitario nazionale;
c)
determinazione del piano delle attivita' relative alle alte specialita' e alla
rete dei servizi di emergenza;
d)
criteri per la determinazione della remunerazione delle strutture ove queste
abbiano erogato volumi di prestazioni eccedenti il programma preventivo
concordato, tenuto conto del volume complessivo di attivita' e del concorso allo
stesso da parte di ciascuna struttura.
- 2.
In attuazione di quanto previsto dal comma 1, la regione e le unita' sanitarie
locali, anche attraverso valutazioni comparative della qualita' e dei costi,
definiscono accordi con le strutture pubbliche ed equiparate, e stipulano
contratti con quelle private e con i professionisti accreditati, anche mediante
intese con le loro organizzazioni rappresentative a livello regionale, che
indicano:
a)
gli obiettivi di salute e i programmi di integrazione dei servizi;
b)
il volume massimo di prestazioni che le strutture presenti nell'ambito
territoriale della medesima unita' sanitaria locale, si impegnano ad assicurare,
distinto per tipologia e per modalita' di assistenza;
c)
i requisiti del servizio da rendere, con particolare riguardo ad accessibilita', appropriatezza clinica e organizzativa, tempi di attesa e continuita' assistenziale;
d)
il corrispettivo preventivato a fronte delle attivita' concordate, globalmente
risultante dalla applicazione dei valori tariffari e della remunerazione
extra-tariffaria delle funzioni incluse nell'accordo, da verificare a consuntivo
sulla base dei risultati raggiunti e delle attivita' effettivamente svolte
secondo le indicazioni regionali di cui al comma 1, lettera d);
e)
il debito informativo delle strutture erogatrici per il monitoraggio degli
accordi pattuiti e le procedure che dovranno essere seguite per il controllo
esterno della appropriatezza e della qualita' della assistenza prestata e delle
prestazioni rese, secondo quanto previsto dall'art.8-octies".
2-bis.
Con decreto del Ministro della sanita' e del Ministro della difesa, ai fini di
cui al comma 2-ter, sono individuate le categorie destinatarie e le tipologie
delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie militari.
2-ter.
Con decreto del Ministro delle sanita' e del Ministro della difesa, d'intesa con
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome, sono individuate, nel rispetto delle indicazioni degli strumenti di
programmazione regionale e tenendo conto della localizzazione e delle disponibilita' di risorse delle altre strutture sanitarie pubbliche esistenti,
le strutture sanitarie militari accreditabili, nonche' le specifiche categorie
destinatarie e le prestazioni ai fini della stipula degli accordi contrattuali
previsti dal presente articoli. Gli accordi contrattuali sono stipulati tra le
predette strutture sanitarie militari e le regioni nel rispetto della reciproca
autonomia".
Note
all'art. 8:
-
Si riporta il testo dell'art. 15 del citato decreto legislativo n. 502/1992,
come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art.
15 -(Disciplina della dirigenza medica e delle professioni sanitarie)
1.
Fermo restando il principio dell’invariata della spesa, la dirigenza sanitaria
e' collocata in un unico ruolo, distinto per profili professionali, e in un
unico livello, articolato in relazione alle diverse responsabilita'
professionali e gestionali. In sede di contrattazione collettiva nazionale sono
previste, in conformita' ai principi e alle disposizioni del presente decreto,
criteri generali per la graduazione delle funzioni dirigenziali nonche' per
l'assegnazione, valutazione e verifica degli incarichi dirigenziali e per
l'attribuzione del relativo trattamento economico accessorio correlato alle
funzioni attribuite e alle connesse responsabilita' del risultato.
2.
La dirigenza sanitaria e' disciplinata dal decreto legislativo 3 febbraio 1993,
n. 29, e successive modificazioni, salvo quanto previsto dal presente decreto.
3.
L'attivita' dei dirigenti sanitari e' caratterizzata, nello svolgimento delle
proprie mansioni e funzioni, dall'autonomia tecnico-professionale i cui ambiti
di esercizio, attraverso obiettivi momenti di valutazione e verifica, sono
progressivamente ampliati. L'autonomia tecnico-professionale, con le connesse responsabilita', si esercita nel rispetto della collaborazione
multiprofessionale, nell'ambito di indirizzi operativi e programmi di attivita'
promossi, valutati e verificati a livello dipartimentale e aziendale,
finalizzati all'efficace utilizzo delle risorse e all'erogazione di prestazioni
appropriate e di qualita'. Il dirigente, in relazione all'attivita' svolta, ai
programmi concordati da realizzare e alle specifiche funzioni allo stesso
attribuite, e' responsabile del risultato anche se richiedente un impegno orario
superiore a quello contrattualmente definito.
4.
All'atto della prima assunzione, al dirigente sanitario sono affidati compiti
professionali con precisi ambiti di autonomia da esercitare nel rispetto degli
indirizzi del dirigente responsabile della struttura e sono attribuite funzioni
di collaborazione e corresponsabilita' nella gestione delle attivita'. A tali
fini il dirigente responsabile della struttura predispone e assegna al dirigente
un programma di attivita' finalizzato al raggiungimento degli obiettivi
prefissati e al perfezionamento delle competenze tecnico professionali e
gestionali riferite alla struttura di appartenenza. In relazione alla natura e
alle caratteristiche dei programmi da realizzare, alle attitudini e capacita'
professionali del singolo dirigente, accertate con le procedure valutative di
verifica di cui al comma 5, al dirigente, con cinque anni di attivita' con
valutazione positiva sono attribuite funzioni di natura professionale anche di
alta specializzazione, di consulenza, studio e ricerca, ispettive, di verifica,
e di controllo, nonche' possono essere attribuiti incarichi di direzione di
strutture semplici.
5.
Il dirigente e' sottoposto a verifica triennale; quello con incarico di
struttura, semplice o complessa, e' sottoposto a verifica anche al termine
dell'incarico. Le verifiche concernono le attivita' professionali svolte e i
risultati raggiunti livello di partecipazione, con esito positivo, ai programmi
di formazione continua di cui all'art. 16-bis, e sono effettuate da un collegio
tecnico, nominato dal direttore generale e presieduto dal direttore del
dipartimento. L'esito positivo delle verifiche costituisce condizione per la
conferma nell'incarico o per il conferimento di altro incarico, professionale o
gestionale, anche di maggior rilievo.
6.
Ai dirigenti con incarico di direzione di struttura complessa sono attribuite,
oltre a quelle derivanti dalle specifiche competenze professionali, funzioni di
direzione e organizzazione della struttura, da attuarsi, nell'ambito degli
indirizzi operativi e gestionali del dipartimento di appartenenza, anche
mediante direttive a tutto il personale operante nella stessa, e l'adozione
delle relative decisioni necessarie per il corretto espletamento del servizio e
per realizzare l'appropriatezza degli interventi con finalita' preventive,
diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, attuati nella struttura loro
affidata. Il dirigente e' responsabile dell'efficace ed efficiente gestione
delle risorse attribuite. I risultati della gestione sono sottoposti a verifica
annuale tramite il nucleo di valutazione.
7.
Alla dirigenza sanitaria si accede mediante concorso pubblico per titoli ed
esami disciplinato ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10
dicembre 1997, n. 483, ivi compresa la possibilita' di accesso con una
specializzazione in disciplina affine. Gli incarichi di direzione di struttura
complessa sono attribuiti a coloro che siano in possesso dei requisiti di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 484, e secondo le
modalita' dallo stesso stabilite, salvo quanto previsto dall'art. 15-ter, comma
2. Si applica quanto previsto dall'art. 28, comma 1, del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, come sostituito dall'art. 10
del decreto legislativo 29 ottobre 1998, n. 387.
8.
L'attestato di formazione manageriale di cui all'art. 5, comma 1, lettera d) del
decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 484, come
modificato dall'art. 16-quinquies, deve essere conseguito dai dirigenti con
incarico di direzione di struttura complessa entro un anno dall'inizio
dell'incarico; il mancato superamento del primo corso, attivato dalla regione
successivamente al conferimento dell'incarico, determina la decadenza
dall'incarico stesso. I dirigenti sanitari con incarico quinquennale alla data
di entrata in vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, sono tenuti
a partecipare al primo corso di formazione manageriale programmato dalla
regione; i dirigenti confermati nell'incarico sono esonerati dal possesso
dell'attestato di formazione manageriale.
9.
I contratti collettivi nazionali di lavoro disciplinano le modalita' di
salvaguardia del trattamento economico fisso dei dirigenti in godimento alla
data di entrata in vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229.
-
Si riporta il testo dell'art. 15-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art.
15-ter -(Incarichi di natura professionale e di direzione di struttura)
1.
Gli incarichi di cui all'art.15, comma 4, sono attribuiti, a tempo determinato,
dal direttore generale, secondo le modalita' definite nella contrattazione
collettiva nazionale, compatibilmente con le risorse finanziarie a tal fine
disponibili e nei limiti del numero degli incarichi e delle strutture stabiliti
nell'atto aziendale di cui all'art. 3, comma 1-bis, tenendo conto delle
valutazioni triennali del collegio tecnico di cui all'art. 15, comma 5. Gli
incarichi hanno durata non inferiore a tre anni e non superiore a sette, con facolta' di rinnovo. Ai predetti incarichi si applica l'art. 19, comma 1, del
decreto legislativo n. 29 del 1993 e successive modificazioni. Sono definiti
contrattualmente, nel rispetto dei parametri indicati dal contratto collettivo
nazionale per ciascun incarico, l'oggetto, gli obiettivi da conseguire, la
durata dell'incarico, salvo i casi di revoca, nonche' il corrispondente
trattamento economico.
2.
L'attribuzione dell'incarico di direzione di struttura complessa e' effettuata
dal direttore generale, previo avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, sulla base di una rosa di candidati idonei
selezionata da una apposita commissione. Gli incarichi hanno durata da cinque a
sette anni, con facolta' di rinnovo per lo stesso periodo o per periodo piu'
breve. La commissione, nominata dal direttore generale, e' composta dal
direttore sanitario, che la presiede, e da due dirigenti dei ruoli del personale
del Servizio sanitario nazionale, preposti a una struttura complessa della
disciplina oggetto dell'incarico, di cui uno individuato dal direttore generale
e uno dal Collegio di direzione. Fino alla costituzione del collegio alla
individuazione provvede il Consiglio dei sanitari.
3.
Gli incarichi di cui ai commi 1 e 2 sono revocati, secondo Le procedure previste
dalle disposizioni vigenti e dai contratti collettivi nazionali di lavoro, in
caso di: inosservanza delle direttive impartite dalla direzione generale o dalla
direzione del dipartimento; mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati; responsabilita' grave e reiterata; in tutti gli altri casi previsti dai
contratti di lavoro. Nei casi di maggiore gravita', il direttore generale puo'
recedere dal rapporto di lavoro, secondo le disposizioni del codice civile e dei
contratti collettivi nazionali di lavoro. Il dirigente non confermato alla
scadenza dell'incarico di direzione di struttura complessa e' destinato ad altra
funzione con il trattamento economico relativo alla funzione di destinazione
previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro; contestualmente viene
reso indisponibile un posto di organico del relativo profilo.
4.
I dirigenti ai quali non sia stata affidata la direzione di strutture svolgono
funzioni di natura professionale, anche di alta specializzazione, di consulenza,
studio e ricerca nonche' funzioni ispettive, di verifica e di controllo.
5.
Il dirigente preposto a una struttura complessa e' sostituito, in caso di sua
assenza o impedimento, da altro dirigente della struttura o del dipartimento
individuato dal responsabile della struttura stessa; alle predette mansioni
superiori non si applica l’art. 2103, comma primo, del codice civile".
-
Si riporta il testo dell'art. 16-quinquies del citato decreto legislativo n.
502/1992, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art.
16-quinquies -(Formazione manageriale)
1.
La formazione di cui al presente articolo e' requisito necessario per lo
svolgimento degli incarichi relativi alle funzioni di direzione sanitaria
aziendale e per la direzione di strutture complesse per le categorie dei medici,
odontoiatri, veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi. Tale
formazione si consegue, dopo l'assunzione dell'incarico, con la frequenza e il
superamento dei corsi di cui al comma 2.
2.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previo accordo con il
Ministero della sanita' ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, organizzano e attivano, a livello regionale o interregionale,
avvalendosi anche, ove necessario, di soggetti pubblici e privati accreditati
dalla commissione di cui all'art. 16-ter, i corsi per la formazione di cui al
comma 1, tenendo anche conto delle discipline di appartenenza. Lo stesso accordo
definisce i criteri in base ai quali l'Istituto superiore di sanita' attiva e
organizza i corsi per i direttori sanitari e i dirigenti responsabili di
struttura complessa dell'area di sanita' pubblica che vengono attivati a livello
nazionale.
3.
Con decreto del Ministro della sanita', su proposta della commissione di cui
all'art. 16-ter, sono definiti i criteri per l'attivazione dei corsi di cui al
comma 2, con particolare riferimento all'organizzazione e gestione dei servizi
sanitari, ai criteri di finanziamento e ai bilanci, alla gestione delle risorse
umane e all'organizzazione del lavoro, agli indicatori di qualita' dei servizi
e delle prestazioni, alla metodologia delle attivita' didattiche, alla durata
dei corsi stessi, nonche' alle modalita' con cui valutare i risultati ottenuti
dai partecipanti.
4.
Gli oneri connessi ai corsi sono a carico del personale interessato.
5.
Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano al personale dirigente
del ruolo sanitario delle unita' sanitarie locali, delle aziende ospedaliere,
degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, degli istituti ed
enti di cui all'art. 4, degli istituti zooprofilattici sperimentali. Le
disposizioni si applicano, altresi, al personale degli enti e strutture
pubbliche indicate all'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 10
dicembre 1997, n. 484, al quale sia stata estesa la disciplina sugli incarichi
dirigenziali di struttura complessa di cui al presente decreto".
-
Si riporta il testo dell'art. 2, comma 2-septies, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art.
2-septies. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229, le regioni istituiscono l'elenco delle
istituzioni e degli organismi a scopo non lucrativo di cui all'art. 1, comma
18".
-
Si riporta il testo dell'art. 3-bis, comma 4, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"4.
I direttori generali nominati devono produrre, entro diciotto mesi dalla nomina,
il certificato di frequenza del corso di formazione in materia di sanita'
pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria. I predetti corsi sono
organizzati e attivati dalle regioni, anche in ambito interregionale e in
collaborazione con le universita' o altri soggetti pubblici o privati
accreditati ai sensi dell'art. 16-ter, operanti nel campo della formazione
manageriale, con periodicita' almeno biennale. I contenuti, la metodologia
delle attivita' didattiche, la durata dei corsi, non inferiore a centoventi ore
programmate in un periodo non superiore a sei mesi, nonche' le modalita' di
conseguimento della certificazione, sono stabiliti, entro centoventi giorni
dall'entrata in vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, con
decreto del Ministro della sanita', previa intesa in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano. I direttori generali in carica alla data di entrata in
vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, producono il certificato
di cui al presente comma entro diciotto mesi dal tale data".
-
Si riporta il testo dell'art. 3-octies, comma 1, del decreto legislativo n.
502/1992, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art.
3-octies -(Area delle professioni sociosanitarie)
1.
Con decreto del Ministro della sanita', di concerto con il Ministro per la solidarieta' sociale e con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, sentito il Consiglio superiore di sanita' e la
Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le provincie
autonome di Trento e Bolzano, entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e' disciplinata
l'istituzione all'interno del Servizio sanitario nazionale, dell'area
sociosanitaria a elevata integrazione sanitaria e sono individuate le relative
discipline della dirigenza sanitaria".
-
Si riporta il testo dell'art. 4, commi 1-quater e 1-sexies, del decreto
legislativo n. 502/1992, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"1-quater.
Le regioni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, trasmettono al Ministro della sanita' le proprie indicazioni ai fini
della individuazione degli ospedali di rilievo nazionale o interregionale da
costituire in azienda ospedaliera avuto riguardo a quanto previsto dai commi
1-bis e 1-ter. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229, il Ministro della sanita' attenendosi alle
indicazioni pervenute dalle regioni previa verifica dei requisiti e, in
mancanza, sulla base di proprie valutazioni, formula le proprie proposte al
Consiglio dei Ministri, il quale individua gli ospedali da costituire in azienda
ospedaliera. Entro sessanta giorni dalla data della deliberazione del Consiglio
dei Ministri, le regioni costituiscono in azienda, ai sensi del comma 1, i
predetti ospedali".
1-quinquies
(Omissis).
"1-sexies.
I presidi attualmente costituiti in aziende ospedaliere, con esclusione dei presidi di cui al comma 6, per i quali viene richiesta la conferma e che non
soddisfano i requisiti di cui al comma 1-bis, possono essere confermati per un
periodo massimo di tre anni dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229, sulla base di un progetto di adeguamento
presentato dalla regione, con la procedura di cui al comma 1-ter. Alla scadenza
del termine previsto nel provvedimento di conferma, ove permanga la carenza dei
requisiti, le regioni e il ministero della sanita' attivano la procedura di cui
all'ultimo periodo del comma 1-quinquies; ove i requisiti sussistano, si procede
ai sensi del comma 1-quater".
-
Si riporta il testo dell'art. 5, comma 5, del decreto legislativo n.
502/1992,come modificato dal decreto qui pubblicato:
"5.
Qualora non vi abbiano gia' provveduto, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, le regioni
emanano norme per la gestione economico finanziaria e patrimoniale delle unita'
sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, informate ai principi di cui al
codice civile, cosi come integrato e modificato con decreto legislativo 9
aprile 1991, n. 127, e prevedendo:
a)
la tenuta del libro delle deliberazioni del direttore generale;
b)
l'adozione del bilancio economico pluriennale di previsione nonche' del bilancio
preventivo economico annuale relativo all'esercizio successivo;
c)
la destinazione dell'eventuale avanzo e le modalita' di copertura degli
eventuali disavanzi di esercizio;
d)
la tenuta di una contabilita' analitica per centri di costo e responsabilita'
che consenta analisi comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati;
e)
l'obbligo delle unita' sanitarie locali e delle aziende ospedaliere di rendere
pubblici, annualmente, i risultati delle proprie analisi dei costi, dei
rendimenti e dei risultati per centri di costo e responsabilita';
f)
il piano di valorizzazione del patrimonio immobiliare anche attraverso eventuali
dismissioni e conferimenti".
-
Per il testo dell'art. 8, del decreto legislativo n. 502/1992, vedasi nelle note
all'art. 6.
-
Si riporta il testo dell'art. 8-ter, comma 5, del decreto legislativo n.
502/1992, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"5.
Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 19
giugno 1999, n. 229, le regioni determinano:
a)
le modalita' e i termini per la richiesta e l'eventuale rilascio della
autorizzazione alla realizzazione di strutture e della autorizzazione
all'esercizio di attivita' sanitaria e sociosanitaria, prevedendo la possibilita'
del riesame dell'istanza, in caso di esito negativo o di prescrizioni contestate
dal soggetto richiedente;
b)
gli ambiti territoriali in cui si riscontrano carenze di strutture o di
capacita' produttiva, definendo idonee procedure per selezionare i nuovi
soggetti eventualmente interessati".
- -
Si riporta il testo dell'art. 8-quater, comma 3, del decreto legislativo n.
502/1992, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"3.
Con atto di indirizzo e coordinamento emanato, ai sensi dell'art. 8 della legge
15 marzo 1997, n. 59, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, sentiti l'Agenzia per i servizi
sanitari regionali, il Consiglio superiore di sanita', e, limitatamente
all'accreditamento dei professionisti, la Federazione nazionale dell'ordine dei
medici chirurghi e degli odontoiatri, sono definiti i criteri generali uniformi
per:
a)
la definizione dei requisiti ulteriori per l'esercizio delle attivita' sanitarie
per conto del Servizio sanitario nazionale da parte delle strutture sanitarie e
dei professionisti, nonche' la verifica periodica di tali attivita';
b)
la valutazione della rispondenza delle strutture al fabbisogno e alla funzionalita' della programmazione regionale, inclusa la determinazione dei
limiti entro i quali sia possibile accreditare quantita' di prestazioni in
eccesso rispetto al fabbisogno programmato, in modo da assicurare un'efficace
competizione tra le strutture accreditate;
c)
le procedure e i termini per l'accreditamento delle strutture che ne facciano
richiesta, ivi compresa la possibilita' di un riesame dell'istanza, in caso di
esito negativo e di prescrizioni contestate dal soggetto richiedente nonche' la
verifica periodica dei requisiti ulteriori e le procedure da adottarsi in caso
di verifica negativa".
-
Si riporta il testo dell'art. 8-septies, comma 1, del citato decreto legislativo
n. 502/1992, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"1.
I rimborsi relativi alle prestazioni erogate in forma indiretta sono definiti
dalle regioni e dalle province autonome in misura non superiore al cinquanta per
cento delle corrispondenti tariffe regionali determinate ai sensi dell'art.
8-sexies. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e' abolita l'assistenza in forma indiretta
per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e in regime di
degenza. Resta ferma la normativa vigente in materia di assistenza sanitaria
all'estero".
-
Si riporta il testo dell'art. 8-octies, comma 3, del citato decreto legislativo
n. 502/1992, come modificato dal decreto qui pubblicato:
- "3.
Con atto di indirizzo e coordinamento, emanato entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229,
sentita l'Agenzia per i servizi sanitari regionali, d'intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, sono stabiliti, sulla base dei criteri di cui all'art.
8-quinquies, i principi in base ai quali la regione assicura la funzione di
controllo esterno sulla appropriatezza e sulla qualita' della assistenza
prestata dalle strutture interessate. Le regioni, in attuazione dell'atto di
indirizzo e coordinamento, entro sessanta giorni determinano:
a)
le regole per l'esercizio della funzione di controllo esterno e per la
risoluzione delle eventuali contestazioni, stabilendo le relative
penalizzazioni;
b)
il debito informativo delle strutture accreditate interessate agli accordi e le
modalita' per la verifica della adeguatezza del loro sistema informativo;
c)
l'organizzazione per la verifica del comportamento delle singole strutture;
d)
i programmi per promuovere la formazione e l'aggiornamento degli operatori
addetti alla gestione della documentazione clinica e alle attivita' di
controllo".
- -
Si riporta il testo dell'art. 15-quater del decreto legislativo n. 502/1992,
come modificato dal decreto qui pubblicato.
"Art.
15-quater -(Esclusivita' del rapporto di lavoro dei dirigenti del ruolo
sanitario).
1.
I dirigenti sanitari, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo
determinato, con i quali sia stato stipulato il contratto di lavoro o un nuovo
contratto di lavoro in data successiva al 31 dicembre 1998, nonche' quelli che,
alla data di entrata in vigore del presente decreto, che modifica il decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, abbiano optato
per l'esercizio dell'attivita' libero professionale intramuraria, sono soggetti
al rapporto di lavoro esclusivo.
2. Salvo quanto previsto al comma
1, i dirigenti in servizio alla data del 31 dicembre 1998, che hanno optato per
l'esercizio dell'attivita' libero professionale extramuraria, passano, a
domanda, al rapporto di lavoro esclusivo.
3.
Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 19
giugno 1999, n. 229, tutti i dirigenti in servizio alla data del 31 dicembre
1998 sono tenuti a comunicare al direttore generale l'opzione in ordine al
rapporto esclusivo. In assenza di comunicazione si presume che il dipendente
abbia optato per il rapporto esclusivo.
4. Il dirigente sanitario con
rapporto di lavoro esclusivo non puo' chiedere il passaggio al rapporto di
lavoro non esclusivo.
5.
I contratti collettivi di lavoro stabiliscono il trattamento economico
aggiuntivo da attribuire ai dirigenti sanitari con rapporto di lavoro esclusivo
ai sensi dell'art. 1, comma 12, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nei limiti
delle risorse destinate alla contrattazione collettiva".
- Si riporta il testo dell'art.
16-ter, comma 1, del citato decreto legislativo n. 502/1992, come modificato dal
decreto qui pubblicato:
"Art.
16-ter.
1. Con decreto del Ministro della
sanita', da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e' nominata una Commissione
nazionale per la formazione continua, da rinnovarsi ogni cinque anni. La
commissione e' presieduta dal Ministro della sanita' ed e' composta da due
vicepresidenti, di cui uno nominato dal Ministro della sanita' e l'altro
rappresentato dal Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici
chirurghi e degli odontoiatri, nonche' da dieci membri, di cui due designati dal
Ministro della sanita', due dal Ministro dell’Universita' e della ricerca
scientifica e tecnologica, uno dal Ministro per la Funzione pubblica, uno dal
Ministro per le Pari opportunita', due dalla Conferenza permanente per i
rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
e due dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli
odontoiatri. Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalita' di
consultazione delle categorie professionali interessate in ordine alle materie
di competenza della Commissione".
-
Si riporta il testo dell'art. 7-ter, del citato decreto legislativo n. 502/1992,
come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art. 7-ter -(Funzioni del
dipartimento di prevenzione)
1.
In base alla definizione dei livelli essenziali di assistenza, il dipartimento
di prevenzione garantisce le seguenti funzioni di prevenzione collettiva e
sanita' pubblica anche a supporto dell’autorita' sanitaria locale:
a) profilassi delle malattie
infettive e parassitarie;
b)
tutela della collettivita' dai rischi sanitari degli ambienti di vita anche con
riferimento agli effetti sanitari degli inquinanti ambientali;
c) tutela della collettivita' e
dei singoli dai rischi infortunistici e sanitari connessi agli ambienti di
lavoro;
d)
sanita 'pubblica veterinaria, che comprende sorveglianza epidemiologica delle
popolazioni animali e profilassi delle malattie infettive e parassitarie;
farmacovigilanza veterinaria; igiene delle produzioni zootecniche; tutela
igienico-sanitaria degli alimenti di origine animale;
e) tutela igienico-sanitaria degli
alimenti;
f)
sorveglianza e prevenzione nutrizionale;
f-bis) tutela della salute nelle
attivita' sportive.
2.
Il dipartimento di prevenzione contribuisce inoltre alle attivita' di promozione
della salute e di prevenzione delle malattie cronico-degenerative in
collaborazione con gli altri servizi e dipartimenti aziendali".
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